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È pericoloso sporgersi
produzione Teatro Proskenion, 1992

con Claudio La Camera
testo di Carlo Ernesto Menga

A che muovere invano
le stanche dita al fondo dei tuoi occhi?
Solo a scavarne miniere di sangue,
non speranze d’eterno. Dentro i  bianchi
tuoi occhi, limpida madre
le stelle a noi sono precluse.

L’ultimo viaggio verso una destinazione sconosciuta, porta il protagonista a ripercorrere i momenti più intensi della sua vita. Gli amori vissuti, il distacco dalla famiglia, la guerra, la solitudine di un mondo ostile. Un viaggio in treno che termina in una terra desolata dove non ci sono più esseri umani.

Nel deserto la noia è una sublime operazione.
Se pure la ragione ha un senso
I sensi sono gli altri.

Dal treno si vuole fuggire, si vuole rischiare il pericolo sporgendosi a guardare la vita; nel treno si costruiscono rifugi alla vita. Il treno è fermo in una stazioncina do sottosviluppo. Sembra che un traliccio sia caduto, un cavo sia rotto. La corrente non passa più. Il treno è come il problema da raccontare: il pensiero va più veloce della parola.