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Rassegna di teatro, musica e danza
Dal 28 agosto al 4 settembre 2016 - Laboratori, spettacoli, esperienze artistiche. Direzione e organizzazione: Vincenzo MercurioNino Racco CantastorieGiovanni Battista Gangemi GuerreraNando Brusco

Per tutte le altre foto clicca qui : Album Scilla Fest 2016

FOTO EVENTI (Ph Davide Torre - Associazione Nuova Carini)

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PROGRAMMA COMPLETO :

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SPETTACOLI

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Spettacolo di Daniele Mutino “San Giorgio e il drago” tra leggenda e modernità.
La leggenda Aurea di San Giorgio e il drago che dal medioevo a oggi ha ispirato i racconti dei giullari e i capolavori di celebri pittori.
Daniele Mutino è musicista (compositore, pianista, fisarmonicista), cantastorie e antropologo culturale. Il suo linguaggio artistico, particolarmente legato alla fisarmonica, è originale ma non può prescindere né dalla sua formazione originaria come pianista solista di musica classica né dall’esperienza concreta di più di venti anni di spettacoli di piazza. E’ anche fondatore e direttore del Progetto “Cantastorie per Tempi Moderni”, del gruppo musicale “I Cosacchi” e dell’ensemble di fiati e percussioni “I Musici della Storia Cantata”, è fondatore del “Trio Filamistrocca”.

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"Da questa terra" - Reading a cura del Gruppo Artistico Labyrintho

 "Da questa terra" Recital in musica e per immagini tratto da racconti e poesie di scrittori calabresi contemporanei.
Con: Vincenzo de Salvo, Carlo E. Menga, Cinzia A. Messina, Caterina Scopelliti e Daniela Pericone.
Musiche selezionate da: Carlo E. Menga e Tania Filippone
Immagini e montaggio audio-video a cura di: Tania Filippone
Regia: Gruppo Artistico Labyrintho

La Calabria “duole come un rimorso” ci dice Alba Florio.
Perché dovrebbe dolere la Calabria? Perché vi è rimorso, soprattutto? La parola CALABRIA ha un’etimologia che la dice tutta sul “rimorso”, deriva dal greco Kalon –Brion che significa esattamente "che fa nascere il bene”, una terra fertile, rigogliosa, ricca di frutti.
Una terra così, avrebbe dovuto rispettare quel che il suo stesso nome prometteva, allora, il rimorso ,forse, è il non aver aderito a quella promessa di felicità indicata in quel nome, così musicale, cosi evocativo. La Calabria nel corso del tempo ha tradito questa aspirazione all’abbondanza, alla bellezza, varie le motivazioni: storiche, culturali, politiche. “DA QUESTA TERRA” non accenna a nessun discorso ideologico, sociologico, racconta, semplicemente quel che i poeti sanno fare da secolo: dire verità meglio e più della protesta politica, meglio dei cortei con alla testa chi si ribella ad ogni potere. 
DA QUESTA TERRA ha essenzialmente un intento divulgativo, vuole rendere giustizia ai poeti conosciuti o meno che non hanno mai avuto l’elogio, l’apprezzamento, dovuto.