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Sublimazione
radiodramma produzione Teatro Proskenion, 1993
di e con Carlo Ernesto Menga

La morte non c’è senso nel cercala. Essa è già cominciata, è qui con noi.
È questo compenetrarsi di vuoti che giustifica il senso assurdo della nostra esistenza.

Questo a cui assistete è il mio suicidio trascendentale. Mi piacerebbe molto potervi dire che quando ascolterete queste parole io non ci sarò più e mi piacerebbe crogiolarmi a guardare le vostre facce, a scrutare i vostri pensieri. Ma da morti non ci si può crogiolare, non si può, scrutare, non si può divorare. 

Sarò dunque insieme a voi, in mezzo a voi ad ascoltare le mie stesse parole. 

C’è un sentimento che è più potente  di ogni disperazione che è la vanità. 
È tutta l’essenza del nostro essere nel mondo e del nostro essere per la morte.