Descrizione immagine

Il progetto “Un ponte per la memoria”


“Un Ponte per la Memoria” è un progetto che nasce dalla collaborazione tra l'Osservatorio sulla ndrangheta di Reggio Calabria e Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato.
L’obiettivo è stato quello di sperimentare a Cinisi una metodologia di contrasto culturale alle mafie, già utilizzata con successo a Reggio Calabria, che mira a coinvolgere ampie fasce della popolazione: dai ragazzi delle scuole agli studenti universitari, dalle associazioni culturali a quelle giovanili presenti sul territorio.
Il progetto si è sviluppato in quattro fasi principali: la ristrutturazione di Casa Memoria e di due sale di Casa Badalamenti, i laboratori nelle scuole e i working group dei volontari, i seminari e convegni tematici, i percorsi di memoria delle “pietre d’inciampo”.
il progetto ha permesso la ristrutturazione di Casa Memoria, casa natale di Peppino Impastato, e la sua trasformazione in “Casa-Museo”. L'intervento si è basato sulla sistemazione degli impianti tecnici e di un’adeguata illuminazione, all'installazione di stazioni multimediali, sulla ricostruzione della camera di Peppino e la realizzazione un book-shop dove si possono acquistare pubblicazioni sulla storia di Peppino e sulla storia della mafia e dell’anti-mafia in Italia.
Le attività con i ragazzi e i giovani Sono state realizzate attrverso tre laboratori di musica, di teatro, di scrittura creativa che hanno coinvolto circa duecento studenti degli Istituti Scolastici (scuole medie e superiori) di Reggio Calabria e di Cinisi costruendo dei percorsi di conoscenza su testimoni della legalità e vittime del sistema mafioso. La metodologia utilizzata nelle attività educative è stata quella di far elaborare ai ragazzi processi di conoscenza, memoria e demitizzazione di un fenomeno che, nella stragrande parte della popolazione calabrese e siciliana, non è conosciuto, o perlomeno non nelle sue dinamiche e strutture economiche, di potere e di espansione.
A Carini, nella scuola media Lanza, i ragazzi che hanno partecipato al laboratorio teatrale che hanno messo in scena la storia di un giovane di Niscemi assassinato a 18 anni per essere stato testimone dell’incendio di una macchina di un boss.
A Reggio Calabria invece, il laboratorio teatrale è stato incentrato sulla figura di Giuseppina Pesce, una giovane donna appartenente ad una potente famiglia malavitosa di Rosarno e ora collaboratrice di giustizia aprendo la riflessione rapporto tra donne e mafie e il conflitto interiore che comporta lo scegliere di rompere il muro di omertà.
Il laboratorio ha portato alla costruzione dello spettacolo “Lo specchio e il silenzio”: una performance teatrale che attraversa gli strati della cultura mafiosa e la condizione emotiva della prima pentita di ndrangheta mettendo in scena le sue stesse dichiarazioni processuali.
Il laboratorio musicale di Cinisi si è focalizzato sulla musica come elemento catalizzatore e di mediazione utile a rafforzare la partecipazione attiva dei ragazzi. Si è affrontato con i ragazzi il lavoro degli autori che si sono contraddistinti per la loro “resistenza civile” e con le percussioni, hanno realizato alcune performance che hanno accompagnato i testi prodotti nel laboratorio di scrittura creativa. Il laboratorio musicale di Reggio, invece, ha portato alla composizione di un brano musicale e alle riprese di video clip dedicato alla figura di “Giuseppe Valarioti”, Dirigente del PCI assassinato dalla ndrangheta. Il laboratorio di scrittura a Reggio Calabria ha analizzato la figura di Peppino Impastato e il concetto di “bellezza”. Attraverso la scrittura i ragazzi hanno prodotto, utilizzando la forma da loro preferita (racconto, poesia, fumetto etc.) un proprio testo. Al liceo linguistico di Terrasini, invece, attraverso la lettura di testi, articoli di giornale e fumetti, l'osservazione di fotografie e immagini dei personaggi, mediante giochi di scrittura, ha portato alla realizzazione di storie e disegni sui volti degli eroi, dei latitanti e dei killer mafiosi.
Due gruppi di volontari (studenti universitari e membri delle associazioni) hanno lavorato per produrre materiale fotografico e video-documentari dedicati a vittime dimenticate di mafia (come Carmelo Iannì a Cinisi), alla bellezza, alle contraddizioni del territorio e al “sommerso”.
Le attività progettuali hanno instaurato, infine, un rapporto interattivo di ricerca e analisi sul fenomeno tra esponenti dell'antimafia siciliana e calabrese tramite numerose iniziative congiunte, seminari, convegni di altissimo livello scientifico e scambio di buone pratiche.
Il progetto si è proposto, infine, di contribuire alla ri-costruzione dell’immagine di sé e dell’identità dei luoghi tramite la creazione di percorsi di musealità diffusa con l’installazione di pietre d’inciampo. Questo metodo non sottrae beni culturali ai luoghi dove sono stati creati ma si propone come uno strumento di riappropriazione del proprio patrimonio culturale da parte della collettività.
Le “pietre d'inciampo” del lungomare di Reggio Calabria ricordano quelle del centro di Berlino di fronte alle abitazioni degli ebrei deportati nei campi di sterminio, e quelle di Cinisi che ricordano le mattonelle colorate di Buenos Aires nei luoghi in cui sono stati sequestrati i “desaparecidos”. In Calabria è stato integrato il percorso già iniziato nel 2010 con la posa di mattonelle bronzee, recanti la frase "In memoria di chi ha lottato contro la ndrangheta" e il simbolo di un labirinto. In Sicilia invece si è scelto di percorrere simbolicamente con le “pietre d'inciampo” (create dall’artista Fabio Butera) i cento passi che separano la casa di Peppino dall'ex Casa Badalamenti. Da Radio Aut, all'Antigone, alle frasi e immagini in ricordo di alcune vittime di mafia, in un susseguirsi di simbologie e rimandi che possano contribuire a far metaforicamente “inciampare” con lo sguardo i visitatori, farli riflettere e lasciare interrogativi aperti.

I percorsi di musealità diffusa includono anche alcuni Totem multimediali e interattivi che forniscono spiegazioni e informazioni sulla storia della mafia, della ndrangheta e sui movimenti antimafia proiettandoci verso nuovi e più efficaci linguaggi dell’anti-mafia.




Attenzione, per vedere i video hai bisogno che Adobe Flash player sia installato nel tuo computer.